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Quando smetti di essere autosufficiente, a pagare è chi ti vuole bene

5 ore fa
Tempo di lettura: 6 min
La mano di una vecchia che viene toccata dalla mano di una giovane sopra la spalla della vecchia

Cos’è una polizza LTC, come funziona e cosa prevede la convenzione di Inarcassa con Zurich


Immagina uno studio di tre persone. Il socio fondatore a marzo ha un ictus. Dopo mesi di riabilitazione i medici gli dicono che non recupererà. Non riesce più a lavarsi da solo, a vestirsi, ad andare in bagno senza aiuto, ad alzarsi dal letto. Serve qualcuno accanto a lui giorno e notte. La moglie lascia il lavoro part-time. Il figlio, che stava per aprire il suo primo studio, a settembre è ancora in casa dei genitori a fare i turni di notte. Nessuno ha sbagliato niente. Semplicemente nessuno aveva fatto un conto.


Cos’è una polizza LTC

LTC sta per Long Term Care, in italiano “assistenza di lungo periodo”. È una polizza che paga una somma di denaro ogni mese se, per una malattia o un infortunio, perdi in modo permanente la capacità di fare da solo le cose più elementari della vita quotidiana. Gli assicuratori parlano di “non autosufficienza”.

Hai già a che fare con le assicurazioni, almeno con la RC professionale. Quella protegge te dai danni che puoi causare ad altri. La LTC protegge la tua famiglia dai costi di un evento che capita a te.

Si distingue da altre coperture che forse conosci. La polizza sanitaria rimborsa visite e ricoveri, mentre la LTC non ti rimborsa nulla: ti paga una cifra fissa, che usi come vuoi. La polizza infortuni paga per un’invalidità, mentre la LTC si attiva per la perdita di autonomia e comprende anche le malattie, come Alzheimer e Parkinson. La pensione di inabilità sostituisce in parte il reddito di chi non può più lavorare. Sono tutte coperture diverse e non si sostituiscono tra loro. Inarcassa ha già un sussidio per la non autosufficienza, previsto dal suo regolamento di assistenza, e la convenzione con Zurich si aggiunge a quello.

Due parole da conoscere. La rendita è un pagamento periodico, qui mensile, che dura finché dura lo stato di non autosufficienza. La carenza è il periodo iniziale in cui la polizza esiste ma non copre ancora certi eventi.


Quando scatta davvero

Qui vale la pena essere precisi, perché è il punto su cui si decide tutto. Per il contratto sei non autosufficiente se non riesci a svolgere almeno 4 di queste 6 attività, senza l’aiuto di un’altra persona: farsi il bagno o la doccia, curare la propria igiene personale (radersi, pettinarsi, fare toilette), vestirsi, mangiare e bere, controllare le funzioni corporali, spostarsi (alzarsi da una sedia o dal letto e camminare, anche con stampelle o sedia a rotelle).

Oltre alle 4 attività su 6, devono valere altre condizioni. Deve esserci assoluta necessità di assistenza costante da parte di un’altra persona. La condizione deve essere presumibilmente permanente e irreversibile e deve durare almeno 90 giorni continuativi. Sono compresi i disturbi cognitivi di origine organica, come l’Alzheimer, e il Parkinson quando provocano perdita delle capacità cognitive, accertati con test standard.

Chi non rientra, per esempio una persona che dopo un incidente non può più lavorare ma si veste e mangia da solo, non riceve la rendita. La LTC copre il caso grave, non ogni perdita di capacità.

Quando succede, tu o un familiare mandate la denuncia a Zurich con la documentazione medica. La società si impegna ad accertare lo stato entro 180 giorni e può fare verifiche periodiche anche dopo. Se riconosciuto, la rendita parte dalla data di denuncia (con gli arretrati) e smetti di pagare il premio. Se in seguito recuperi l’autonomia, la rendita si ferma.


Cosa prevede la convenzione Inarcassa

Il prodotto si chiama Zurich Care Autonomia ed è distribuito tramite la piattaforma 4Care. Ecco i numeri principali.



Rendita

1.500 euro al mese, vitalizia, fissa e non rivalutabile

Premio

130 euro l’anno, uguale per tutti e costante per 5 anni

Chi può aderire

iscritti e pensionati Inarcassa, dipendenti di Inarcassa; anche coniuge, convivente, genitori e figli maggiorenni

Età massima

70 anni per gli iscritti, 65 per i familiari (calcolata con l’“età assicurativa”, cioè arrotondata al compleanno più vicino)

Altri requisiti

residenza in Italia, codice fiscale italiano, residenza fiscale in Italia

Adesione

dal 15 ottobre al 15 novembre 2026, online, ognuno per sé

Carenza

90 giorni per le malattie

Detrazione

19% del premio

Alcune precisazioni su come funziona.

La rendita non si rivaluta. I 1.500 euro restano 1.500 per tutta la durata del contratto senza alcun adeguamento istat.

Il premio è uguale a qualunque età. Chi aderisce a 40 anni paga lo stesso di chi aderisce a 68.

Il contratto dura un anno e si rinnova da solo, fino a un massimo di 5 anni. Alla scadenza il contratto termina. Zurich può proporti un nuovo rinnovo, con un premio che può essere ricalcolato, e a quel punto decidi tu. Se in questo periodo smetti di essere iscritto a Inarcassa, puoi continuare a mantenere la polizza pagando il premio.

La carenza. Nei primi 90 giorni, se la non autosufficienza arriva per una malattia, non scatta alcuna rendita e Zurich restituisce il premio versato al netto dei costi di gestione. Se arriva per infortunio, malattia infettiva acuta o shock anafilattico, la copertura vale dal primo giorno.

Il gruppo minimo. Alla prima sottoscrizione il contratto si perfeziona solo se aderisce un numero minimo di persone, stabilito da Zurich e visibile sulla piattaforma prima di pagare.

Il ripensamento. Puoi revocare la proposta fino a quando ricevi il certificato di polizza e recedere nei 30 giorni successivi, con rimborso del premio al netto del rischio corso.

Non c’è riscatto, e la rendita non passa agli eredi. È una protezione pura: se l’evento non arriva, il premio non torna indietro. Se la persona muore nei 90 giorni successivi alla denuncia, non viene pagato nulla.

Per aderire non serve documentazione medica, bastano domande online. Le risposte però devono essere complete e veritiere, perché un’omissione può costarti la prestazione proprio quando servirebbe.


Chi non può aderire

Questa parte conviene leggerla prima di pagare. Il contratto esclude, tra gli altri, chi ha già bisogno di aiuto per almeno una delle sei attività, chi ha già un’invalidità riconosciuta oltre il 25% (o il 50% se civile), chi ha ricevuto una diagnosi di Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, ictus con postumi invalidanti o altre demenze, chi ha avuto un tumore negli ultimi 5 anni senza essere ancora dichiarato guarito. Sono escluse le cause legate ad atti dolosi, tentato suicidio, alcune attività sportive pericolose (come la scalata oltre il 3° grado o le gare automobilistiche), uso non terapeutico di sostanze e malattie mentali non di origine organica.


Il conto

In Italia la non autosufficienza non è rara. La stima di OASI, l’osservatorio della Bocconi, su dati Istat, parla di quasi 4 milioni di over 65 con gravi limitazioni funzionali nel 2022. La definizione è più ampia di quella della polizza, quindi non significa che 4 milioni di persone riceverebbero la rendita. Dà un’idea di quanto sia diffusa.

Quanto costa assistere una persona in casa? Secondo le simulazioni di Assindatcolf, una badante convivente a tempo pieno, regolarmente assunta, può costare fino a 20mila euro l’anno. Il minimo contrattuale per assistere una persona non autosufficiente è di 1.193,84 euro lordi al mese (tabelle 2026), a cui si aggiungono contributi, tredicesima e TFR.

La rendita di 1.500 euro al mese fa 18.000 euro l’anno e arriva direttamente a te, a prescindere da quanto spendi. Il premio è di 130 euro, e con la detrazione del 19% (fino a 1.219,14 euro di premio) ne recuperi 24,70, quindi il costo netto è di circa 105 euro. La detrazione spetta per intero fino a 120.000 euro di reddito, decresce poi fino ad azzerarsi a 240.000, e richiede un pagamento tracciabile. Le prestazioni, per una persona fisica, sono esenti IRPEF.


Quello che il conto non dice

Una colonna di costi molto più alta dell’altra non basta a dire che la polizza ti conviene. Un cinquantenne ha un rischio molto diverso da un sessantottenne, ma paga lo stesso premio. Per i più giovani è una protezione di lungo periodo, per chi è vicino al limite di età è un prezzo basso rispetto al rischio.

Il documento informativo dichiara che una parte del premio, fino al 45%, copre spese di acquisizione e gestione. La rendita fissa perde valore nel tempo. Dopo i primi 5 anni non hai la certezza di restare coperto alle stesse condizioni. Sono limiti normali per un prodotto di questo tipo, ma è giusto conoscerli prima di decidere.


Chi paga davvero

Quando una persona perde l’autosufficienza, l’assicurazione serve soprattutto a chi resta. Chi si ammala non gestisce più i conti, non sceglie più chi lo assiste. Le notti, i permessi dal lavoro e le decisioni ricadono su un coniuge, un figlio, un fratello. In Italia buona parte dell’assistenza resta in famiglia, e spesso le famiglie integrano di tasca propria ciò che il welfare pubblico non copre.

Per questo la considero un gesto d’amore concreto. Non dici “ci penserò io”, che è una promessa. Fai in modo che chi ti vuole bene non debba scegliere, a 45 anni, tra il proprio lavoro e la tua assistenza.

La convenzione permette di aderire anche a coniuge, genitori e figli maggiorenni, ognuno con una propria adesione, e anche se l’iscritto non aderisce. I genitori sono spesso le persone per cui questo rischio è più vicino.

Se vuoi capire come questa copertura si inserisce nel quadro complessivo di previdenza, reddito e patrimonio, scrivimi e ne parliamo.

 
 
 

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